sabato 4 marzo 2017

I 2 pilastri del successo giapponese


Giappone terra lontana, il paese del Sol levante, culla di cultura millenaria e di antiche tradizioni. Quante volte guardando un edificio crollato a seguito di una scossa di terremoto avete esclamato: "In Giappone in tre giorni sarebbe già bello e nuovo!!!" ? E quante volte guardando il tabellone dei treni in stazione con ritardi variabili tra i 10 e i 184 minuti avete pensato ai treni a levitazione magnetica giapponesi e al rimborso del biglietto in caso di 3 minuti di ritardo?
Il mito dell'efficienza giapponese è una solida certezza della cultura occidentale: i giapponesi sanno come fare, come far fare e come massimizzare i guadagni riducendo all'osso gli sforzi e in tempi minimi.
Forte della grande esperienza dell'impero, il Giappone gode di una subcultura popolare basata sul principio cardine del rispetto e della gerarchia; oggi rappresenta uno dei maggiori leader tecnologici, in grado di intagliare anno dopo anno nuovi pioli da inserire nella scala del progresso mondiale. La robotica, l'ingegneria, l'edilizia (grande baluardo antisismico), la cucina, l'arte e soprattutto l'industria. Innegabile è l'influenza che l'intera struttura industriale giapponese ha avuto e ha sui metodi di management occidentali. Se il metodo Ford ha avviato la grande industria attraverso la manodopera specializzata, il metodo giapponese (Toyota su tutti) ha dato vita a nuove sfide di coinvolgimento dei lavoratori nello scopo finale dell'organizzazione, ampliando il concetto di efficienza ed efficacia e di eliminazione degli sprechi.
Quali sono allora i segreti della meticolosa e precisa organizzazione giapponese?

Di seguito i 2 principi da apprendere e applicare per migliorare la propria vita e aumentare il proprio successo.

Numero uno:    KANBAN     看板
Kanban, che letteralmente significa insegna / cartello, è il metodo aziendale di reintegrazione costante delle materie prime e dei semilavorati. La filosofia alla base di tale metodo di efficienza è evitare la perdita di tempo causata dall'assenza di prodotti necessari alla lavorazione. Nel cammino verso il successo è buona prassi cercare di non "svuotare" sé stessi, mantenendo costantemente attive le tre fasi del kanban che sono le risposte alle domande:

COSA DEVO FARE? COSA STO FACENDO? COSA HO FATTO?

Organizzare la propria ambizione e le proprie attività secondo tale principio significa aumentare l'efficienza riducendo gli sprechi di tempo. Cosa occorre per imparare tale metodo? Un foglio, una penna e dei post-it. Dividete il foglio in tre colonne e assegnate ad ognuna i seguenti titoli da sinistra a destra: TO DO, DOING, DONE. Utilizzate i post-it per applicare alla colonna TO DO ciò che volete raggiungere, i vostri obiettivi; quando sarete in corso d'opera spostateli nella colonna DOING, dove potrete inserire dettagli quali tempi e costi del processo che state compiendo; una volta raggiunto l'obiettivo il post-it sarà archiviato nella colonna DONE, importante al pari delle altre per visualizzare il lavoro svolto. ATTENZIONE: mai lasciare la colonna TO DO vuota, mantenete attiva la vostra ambizione, aspirate sempre a nuovi traguardi, applicate il kanban!



Numero due:    KAIZEN     改善
Il Kaizen è il pilastro della qualità, dei sistemi di gestione, della cultura giapponese e del successo di chi riesce a dominarne la logica. Kaizen è il miglioramento continuo, ed è composto da due termini giapponesi: KAI = migliorare / cambiare e ZEN = buono / migliore; cambiare in meglio in modo continuativo. Non rappresenta un traguardo, ma un metodo che insegna a non smettere mai di crescere e di cambiare in positivo aumentando il proprio grado di successo.
I principi su cui si basa tale filosofia sono:

STABILIRE LE PRIORITÀ   (PLAN)
AGIRE   (DO)
VALUTARE   (CHECK)
MIGLIORARE   (ACT)
STANDARDIZZARE

È essenziale applicare ciò che di positivo l'esperienza ci ha insegnato a tutti i casi e le situazioni analoghe, standardizzando il nostro modo di pensare non sulla base di mode o correnti esterne ma sulla base dei nostri errori e dei nostri successi. Kaizen è una spirale di crescita continua, che insieme al kanban permette di migliorare lentamente ma in maniera costante, per consolidare FASE DOPO FASE il successo che ogni obiettivo raggiunto comporta. 


Migliorare sempre, con continuità, alimentando costantemente i propri obiettivi.


Konnichiwa

giovedì 2 marzo 2017

Come raggiungere il successo

Cos’è il successo?


Non esiste una definizione precisa, o meglio esiste solo all’interno dei vocabolari, ma non nel mondo reale. Già perché nel mondo vissuto vivono, per l’appunto, le persone, gli individui, insomma avete capito: esemplari di Homo Sapiens Sapiens completamente diversi gli uni dagli altri. Questa specie così evoluta si ritiene l’unica specie senziente (sul pianeta Terra s’intende) e si è autoproclamata in tempi non sospetti come la specie dominante.


DOMINARE: il primo tassello per sviscerare il concetto di successo. Il dominio dell’individuo nei confronti di suoi simili, delle terre, della conoscenza è la forma più ancestrale di successo. Grazie al dominio i nostri progenitori hanno dato vita al progresso e al mantenimento della specie. Conquistare, sottomettere, abbindolare, sconfiggere il nemico per decretare il vincitore, il più forte, anzi il più adatto. L’evoluzione ci insegna che volgendo uno sguardo al passato si incappa in un’interminabile spirale di guerre logoranti la cui causa scatenante è sempre riconducibile all’istinto primordiale della sopravvivenza; sin dalla notte dei tempi ottenere la caverna migliore poteva fare la differenza tra vivere o morire, così come possedere un harem sano e vigoroso garantiva ottime possibilità di tramandare il proprio genoma, sino alla conquista più o meno lecita di terre fertili, di ricchezze e di conoscenza.

Oggi non possiamo e non dobbiamo dimenticare il passato, sebbene la storia sia intrisa di violenti generali e condottieri, possiamo giudicarne le azioni positive e negative, condannare gli abomini commessi da alcuni e celebrare le meraviglie che altri nostri simili hanno realizzato. Del resto uno sguardo sul mondo ci mostra come le guerre non finiscano mai e che l’uomo, che in principio otteneva il successo in concomitanza con la sopravvivenza, non si accontenta più: il dominio senza etica, senza rispetto della libertà e senza limiti porta a dispotismi, a supremazie dissennate in un circolo vizioso di sete di potere.

Lo ammetto, detta così sembra proprio che il successo sia solo dei “forti” e dei “furbi”. 

In realtà è necessario aggiungere dei dettagli al ritratto del dominio inteso come raggiungimento di una condizione migliore. La vera pulsione che spinge gli uomini a compiere le azioni quotidiane è la volontà di accrescere la propria soddisfazione e quindi di migliorare la propria esistenza indipendentemente dalla propria classe sociale: tutti vogliono di più. Ottenere ciò che non si possiede per la propria felicità o per quella degli altri è un desiderio comune a ogni individuo. 
Attenzione però a non confondere il desiderio di possedere un’auto nuova con il desiderio di essere felici. Certamente la felicità data da beni materiali può essere molto soddisfacente, ma sarà sempre inferiore al benessere scaturito dall’aver raggiunto con fatica, sforzi e impegno un obiettivo prefissato.
Ecco allora che il dominio inteso come consapevolezza della propria condizione, dei propri mezzi, delle proprie risorse e dei propri obiettivi, rappresenta il primo passo verso il successo.

La FELICITÀ sopra citata è la seconda espressione del successo, ma ATTENZIONE! Nella vostra corsa verso i traguardi che vi siete preposti non dimenticate mai la condizione necessaria a non cadere nel tranello dell’ambizione: “la mia felicità non deve recare infelicità ad altri”.

Con questa frase semplice che può suonare vagamente cristiana o buddhista è possibile continuare il proprio percorso senza inciampare nella cattiveria. Pertanto è bene fermarsi spesso, specie appena prima di compiere un’azione importante, e domandarsi quali possano essere gli effetti di tale azione e dunque compierla solo nei seguenti casi:
  1. se recherà un miglioramento per sé stessi e nessuno scompenso ad altri
  2. se recherà un miglioramento per sé stessi e per gli altri
  3. se recherà un miglioramento per gli altri

Il terzo punto può sembrare stupido, ma la soddisfazione di fare del bene nei confronti di nostri simili senza trarne un immediato vantaggio personale è quanto di più appagante possa esistere in questa realtà, su questo granello rotante chiamato Terra. Provare per credere!

È importante notare che l’infelicità che una nostra azione può provocare ai nostri vicini di scrivania, alla società o all'intera popolazione è direttamente proporzionale alla nostra influenza sulle parti indicate, pertanto bisogna necessariamente considerare anche gli effetti indiretti delle nostre azioni. Ad esempio un danno all'ambiente causato da una nostra decisione diventerà a sua volta la causa di un danno alla fauna e alle persone.

Una buona PIANIFICAZIONE è il vero segreto del dominio della felicità. Pianificare significa identificare, valutare, analizzare, predisporre e calcolare. Per raggiungere un obiettivo è necessario innanzitutto identificarlo e quindi conoscerne ogni particolarità, studiarlo, analizzarlo sotto ogni aspetto.

In seconda analisi è necessario identificare le parti interessate, ovvero le persone, le entità, le istituzioni e tutte le variabili che hanno un impatto sulle nostre scelte future e presenti; dimenticare di analizzare le esigenze di una o più parti può decretare un insuccesso prematuro.

Una volta messo a fuoco l’obiettivo è doveroso concentrarsi sulle risorse necessarie a raggiungerlo. Non commettete l’errore di pensare solo a risorse economiche: spesso sono le risorse mentali quali la conoscenza e la passione a fare la differenza. Calcolate il gap che divide il vostro obiettivo dalla vostra posizione attuale in termini di risorse; se non possedete le risorse necessarie fatene incetta e “dominatele” ove possibile (conoscenza e studio), altrimenti ridimensionate l’obiettivo. È molto importante evitare l’azione senza avere le risorse necessarie, pena l’insuccesso matematico. Ridimensionare non significa accontentarsi, ma essere razionali e avere amor proprio, con il proposito di vivere sulla base di certezze ad alte percentuali, non potendo avere certezze esatte sul futuro.

Siamo giunti al termine di questa introduzione al successo ed è doveroso rispondere alla domanda iniziale, soprattutto per quelli che eviteranno la lettura completa e cercheranno la risposta in grassetto!

Cos’è il successo? È essere felici con quello che si ha, e qualora non si possedesse tale fortuna è necessario creare i presupposti perché ciò accada, ma solo a seguito di un’attenta pianificazione.